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domenica, 23 settembre 2007
Non cerchiamo una nuova tecnica ma lo spirito.



Dada è stato d'animo, libero pensiero artistico, rifiuto radicale delle precedenti avanguardie considerate solo laboratori di idee formali oppure scuole pittoriche ed esercizi di disciplina, contestazioni di codici morali e sociali innanzitutto, perciò spazzare, pulire...Tabula rasa. slogan "io non voglio neppure sapere se c'è stato qualcuno prima di me." Il fine dei dadaisti è il rifiuto continuo di tutte le acquisizioni scientifiche precedenti, liberazione dalle convinzioni estetiche e filosofiche, il riesaminare ogni nozione imposta e verificarle una ad una, tentativi di rinnovamento su un piano morale con le ricerche poetiche e artistiche, le poesie sonore di T.Tzarà recitate con accompagnamento di esecuzioni musicali (come va di moda adesso da anni !). Per tali ragioni è più corretto parlare di spirito dadaista che di movimento dadaista in senso classico, "è inimmaginabile che un uomo non lasci traccia del suo passaggio sulla Terra ", Andrè Bretòn 1919.



Il dadaismo, Picabìa, Bretòn, Tzarà, Hugo Ball, Aragon, è tensione e rivoluzione permanente, è nichilismo, è spontaneità illimitata, nega tutto e perciò nega sè stesso, perchè prigioniero di una contraddizione irrisolvibile ! "guarda in avanti e non guardare indietro", Picabìa, che si scioglie per logica in 2 soluzioni : o si accontenta di morire prima, sconfessando la meta predicata (reinterpretare il sapere e l'arte) o si suicida prima per non sconfessare alcunchè. Cioè per continuare a distruggere deve continuare a distruggere sè stesso, "l'arte si addormenterà xchè nasca il mondo nuovo", T.Tzarà, "noi vogliamo un'arte ancora più arte", Bretòn. Essi, scagliandosi sistematicamente contro il linguaggio, la più pericolosa delle convenzioni xchè la più utile, creano paradossalmente la forma poetica più alta del ns. tempo, inveendo contro le forme le fanno rinascere !



Il dadaismo nasce il 5 febbraio 1915 a Zurigo in Svizzera  grazie a Hugo Ball, un eccentrico signore tedesco, ed a Hemmy Hennings, amica sua,
al nr.1 della Spiegelgasse, in un cafè artistico-letterario, il Cabaret Voltaire, che desidera coinvolgere chiunque non solo voglia godere della propria indipendenza ma anche documentarla, esibirla. Egli prega i quotidiani locali di reclamizzare l'evento inaugurale e verso il pomeriggio arrivo io con Marcel e Georges Ianco, amici miei romeni con quadri e versi nelle tasche. Alla sera i nostri Arcangeli sono già appesi alle pareti del Cabaret, io mi metto a recitare poesie in romeno e il locale è gia affollatissimo, tanto che molti non possono trovare posto, un'orchestra di balalaika suona stupende danze e canti popolari russi, Mme Hennings e Leconte cantano canzoni francesi e danesi, ragazzi che ricordi, altro che l'euro !! ...e nel resto del continente c'è già aria di guerra..l'indomani il Cabaret Voltaire è già la sensazione di tutta Zurigo.

Auuugh dada !! e il treno spifferaaaa... 




n.b. per me il dadaismo è un color rosa portogallo con righe bluette, ma non tante però.
   
postato da: tristantzara alle ore settembre 23, 2007 13:25 | Link | commenti (17)
Commenti
#1    23 Settembre 2007 - 14:47
 
Sembra che tu sia giunto qui direttamente dagli incontri dadaisti. :-)
Bel post, l'ho letto tutto d'un tiro.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente claudiaz

#2    23 Settembre 2007 - 16:32
 
è il gusto, è l'aria, è l'atmosfera che si respira nel caffè di zurigo a solleticarmi le narici anche qui a km spazio temporali lontani! si affilino le arti e si spalanchino le finestre: si va per rovistar i nostri abusati scantinati
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente kincob

#3    24 Settembre 2007 - 11:24
 
Un post di qualità. L'arte ha un significato importante nella vita di ogni giorno e riesce a "consolarti" con rara interiorità.
Continuerò a leggerti. Michele
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#4    24 Settembre 2007 - 15:09
 
Non posso resistere...
Dada per me è stata una scoperta esistenziale. La scoperta della forza graffiante e risolutiva dell'ironia, della possibilità di ribaltamento di idee e situazioni, quindi la scoperta della possibilità infinita... della vera libertà di pensiero. Amo lo spirito e l'arte dada, anche con le sue contraddizioni (il suo nichilismo, in fondo), sia in senso storico che non. Bye, Och.
PS: se ti va qualche chiacchiera, passa a trovarmi.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ochitta

#5    24 Settembre 2007 - 22:10
 
Quante righe? Sono di quelle che formano le illusioni ottiche che a fissarle ti si incrociano gli occhi?
utente anonimo

#6    25 Settembre 2007 - 09:55
 
e adesso? uscendo da questo sogno cosa fanno le avanguardie?
graffiti sui muri, letteratura cannibale, sculture di rifiuti, tuttoquestoinsieme? che cosa di adesso accoglie l'immenso desiderio di rottura?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente tamai

#7    25 Settembre 2007 - 12:37
 
In confronto ai miei tempi penso manca un luogo, il Luogo innanzitutto ,tanti Luoghi, tanti Cabaret Voltaire.
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#8    25 Settembre 2007 - 23:20
 
Che colore è il rosa portogallo?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MOZmoz

#9    26 Settembre 2007 - 08:22
 
Quando avevo 16-17 anni ero un "fan" dei dadaisti.
Sapevo tutto su di loro, conoscevo a menadito molte delle loro opere.
Ora, mi pare tutto molto datato.
saluti
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Aragonbiz

#10    26 Settembre 2007 - 13:43
 
se le avanguardie di primo '900 avessero avuto il computer lo avrebbero utilizzato per fare arte! ne sono convinto. e personalmente sono per il recupero di questo spirito e per tentare di continuarlo facendo sperimentazioni proprio sul web. Per questo ho lanciato il manifesto del DADIsmo, qualche anno fa, tra il serio e il faceto. quanto alla tabula rasa e alla parte destruens invece ho delle perplessità... e ritengo più proficuo fare tesoro degli esempi pre-elettronici (dadismo ma anche surrealismo, patafisica e soprattutto futurismo) di scritture alternative che oggi sul web potrebbero torvare un terreno di sviluppo interessante!
un saluto! :)
zop
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#11    26 Settembre 2007 - 15:06
 
Affascinante affresco..
davvero.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente apepam

#12    26 Settembre 2007 - 17:11
 
a me è sempre piaciuta la parola dada. Quanto a voler fare tabula rasa di tutto non sono molto d'accordo. Credo che il punto sia ribaltare le carte non distruggerle. Le carte sono il nostro prezioso patrimonio da ricordare anche se ci si allontana sempre più.
utente anonimo

#13    26 Settembre 2007 - 21:26
 

Tipo carta da regalo...
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#14    26 Settembre 2007 - 22:48
 
Mi associo al commento di BIZ, vissuto alla stessa maniera.
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#15    27 Settembre 2007 - 13:41
 
Trista, qual'è il movimento della pittura che tratta la scissione dell'Io, le identità parallele, le personalità multiple all'interno di ognuno di noi,ecc? Il Cubismo vero?
Sono interessato perchè a forza di trascrive le frasi è un argomento che adesso mi interessa un sacco e mi incuriosisce.

ciao trist;-))
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Orqcie

#16    27 Settembre 2007 - 17:57
 
Hai fatto un bellissimo post. Complimenti. Giulia
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giuba47

#17    22 Maggio 2008 - 18:23
 
Per Orqcie..è il cubismo che si occupa di rappresentare contemporaneamente la molteplicità dei punti di vista di un oggetto,ma più che soffermarsi sulla scissione dell'io elimina dalla mente tutti quei preconcetti che possono essere la prospettiva come le linee oblique cercando di rappresentare come vedremmo un oggetto se la nostra mente fosse sgombra da preconcetti,appunto come fanno i bambini.ciao.
utente anonimo

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categoria:avanguardie